
DIFFICOLTÀ
Moderata

DISTANZA
14 Km

TEMPO
3 ore
Il percorso dalla Val Fondillo alla Grotta delle Fate è un’escursione abbastanza semplice in quanto presenta un dislivello di circa 300 metri spalmati su 7 km; l’unica difficoltà è rappresentata dalla distanza, che tra andata e ritorno, è di circa 14km totali e potrebbe mettere alla prova la resistenza fisica.
Vi consigliamo di iniziare l’escursione al mattino presto essendo, soprattutto nel periodo estivo, un luogo molto gettonato.
Si parte dal parcheggio custodito della Val Fondillo (il costo è di € 5,00 per l’intera giornata) e da lì parte la strada sterrata indicata dal segnavia F2; non appena imboccato il sentiero, è possibile ammirare sulla sinistra il monte Amaro e sulla destra il monte Dubbio.
Per buona parte del percorso la sterrata costeggia il torrente Fondillo che in alcuni punti si avvicina mostrandoci le sue limpide acque.
Dopo circa venti minuti di cammino si giunge ad un ponte tibetano che collega le due sponde del torrente; per attraversarlo è necessaria una piccolissima deviazione dal percorso che stiamo seguendo però, vi assicuriamo, che ne varrà la pena!
Ritornati sul sentiero F2, si prosegue il cammino sulla strada sterrata che ora attraversa dei pascoli per poi addentrarsi in una bellissima faggeta.
A circa un’ora di cammino, si raggiunge una radura inclinata dove troviamo il rifugio Stazzo di Val Fondillo e, poco più avanti, la fonte dell’Acqua Sfranata dove vi consigliamo di fare una rigenerante sosta per riempire le borracce di acqua fresca che anche nei mesi estivi è a temperatura da freezer!
Da questo punto in poi inizia la parte un po’ più impegnativa del percorso in quanto è in salita e con pendenza costante, fino ad arrivare ad un bivio con un cartello che indica il ripido sentierino sulla sinistra che porta alla Grotta delle Fate.
Il nome così fiabesco è da ricondurre ad una leggenda che narra che, anticamente, un pastore vide delle bellissime fate danzare dinanzi all’ingresso della grotta.
Noi, purtroppo, non abbiamo avuto la stessa fortuna del pastore, ma l’atmosfera un po’ magica del luogo si avverte per davvero grazie anche ai giochi di luce e colori dati dai riverberi del sole sulle acque cristalline.
Nei mesi estivi la grotta è priva di acqua: si consiglia, pertanto, di visitarla nei mesi primaverili o autunnali per goderne appieno.
La via per il ritorno è la medesima dell’andata: basta risalire il sentierino che dalla grotta riporta alla strada sterrata con segnavia F2 per poi scendere sulla destra e ritornare al parcheggio.
Ultimo consiglio (forse il più importante): data la lunghezza del percorso tra andata e ritorno, al termine distendete i muscoli con qualche esercizio di stretching per le gambe…eviterete così i fastidiosi dolori dovuti all’acido lattico!
Per maggiori info: parcoabruzzo.it
Consulta la checklist prima di intraprendere la tua escursione.
















